|
Castello fortezza di Carlo V
Fu eretto agli inizi del XIV secolo, durante il dominio degli Aragonesi in Sicilia, su un edificio preesistente. Il Castello Fortezza, costruito per volontà di Carlo V di Germania e Re di Spagna per l'avvistamento delle navi Saracene e per difendere l'area Sud-Orientale dalle incursioni piratesche, ha pianta quadrata e si eleva nella parte più alta dell' Isola di Capo Passero (22 m. s.l.m. su terreno piano). Nel 1526 la Fortezza fu distrutta da un cruento attacco dal famoso pirata Dragutt per poi essere riedificata dalla Città di Noto. L' accesso alla fortezza, il cui ingresso è rivolto verso oriente, era regolato da un ponte levatoio. Entrando, si accede subito ad un ampio cortile con un pozzo al centro. Su una balconata si legge la seguente epigrafe:
MELIUS EST INDIA URGERE QUA
CONMISERATIONE DEPLORARE 1701
che dovrebbe significare:
"meglio sbrigarsi (agire, darsi da fare) che deplorare con commiserazione gli eventi (stando a guardare, rassegnandosi)".
Accanto all'epigrafe si trova una cappella, o almeno ciò che ormai ne rimane, all'interno della quale sono ancora visibili i resti della tomba, ormai vuota e profanata da tempo, di un capitano spagnolo, ivi sepolto nel 1631. Attraverso una scala di pietra si giunge sugli spalti da dove si ammirano panorami stupendi Il Faro occupa uno dei quattro angoli degli spalti. All'angolo adiacente si riconosce un antico posto d'osservazione. Forse proprio da qui, nel lontano 11 agosto 1718, fu possibile seguire il drammatico epilogo della grande battaglia navale che vide la flotta inglese comandata dall'ammiraglio Binghs inseguire, distruggere e catturare in queste acque le ventisei navi della flotta "Angiovina" del vice-ammiraglio Castagneto.
|
|
La tonnara
Di proprietà del Cavaliere Pietro Bruno di Belmonte, la Tonnara di Capo Passero è uno splendido monumento di archeologia industriale. La loggia e lo stabilimento per la lavorazione del tonno, la grande fornace, i magazzini delle botti (o del sale), la chiesa del XVII secolo: qui giungevano i tonni che, macellati e lavorati, hanno costituito nel corso dei secoli una fondamentale risorsa economica per tutta la popolazione del luogo. Quando la tonnara era ancora in attività, già ai primi di marzo iniziavano i lavori di manutenzione delle grandi imbarcazioni di quercia, di quasi venti metri, che, custodite in grandi magazzini durante il periodo invernale, venivano ora tirate fuori per "l'impeciatura" delle chiglie. Venivano inoltre controllate e, nel caso, riparate le pesanti reti. Le grandi ancore, piazzate opportunamente sul fondo, formavano una sorta di passaggio obbligatorio per condurre i tonni nella "camera della morte". Alla fine della mattanza si tornava a riva per scaricare il pescato: i tonni, trasportati con dei carrelli, venivano condotti in una grande sala per essere sventrati e puliti. Poi si passava alla bollitura, in forni adatti, e, infine, alla conservazione con olio d'oliva.
|
|
ISOLA DI CAPO PASSERO
L' Isola di Capo Passero, lunga m. 1300, larga m. 500, ed estesa per circa 37 ettari, è situata tra lo Jonio e il Mediterraneo ed è da considerarsi una autentica perla naturalistica, tanto da essere inclusa dalla Società Botanica Italiana nei biotipi di rilevante interesse botanico della Sicilia.Nella sua parte occidentale, quella più vicina alla costa, l'azione combinata delle maree e dei venti ha formato una bellissima spiaggia. In questa zona la vegetazione è quella tipica dei litorali sabbiosi: l'Euforbia pepilis, il giglio di mare (o Pancrazio) e la rughetta marina. Andando verso nord, si incontrano i magazzini per le attrezzature della Tonnara di Porto Palo, una delle più importanti di Sicilia. Intorno alle costruzioni si trova un gran numero di ancore ormai arrugginite: servivano a fissare al fondo del mare le pesanti reti che conducevano i tonni verso la "camera della morte". Nella sua parte centrale l'isola è interamente ricoperta dalla palma nana e da altre forme vegetali tipiche. Oltre al coniglio vivono sull'isola almeno due specie di lucertole che prolificano numerose per la mancanza assoluta di predatori. L'avifauna è composta soprattutto da numerosi passeracei che fanno la spola fra la vicina costa e l'isola: Fanelli, Verdoni, Cardellini, Beccamoschini, Saltimpali ed altri ancora. Gli scogli isolati e la costa nord-occidentale a picco ospitano numerose specie di Gabbiani. L'ittiofauna è quella tipica di tutta la costa sud-orientale siciliana: fino a qualche anno fa Cefali, Spigole, Saraghi, Sogliole ed Aragoste erano abbondantissimi anche in acque molto basse, oggi lo sono soprattutto nelle "secche" che da Vendicari, più a nord, all'isola delle Correnti, più a sud, costelIano a varie distanze dalla costa questo tratto di mare. Fino ad una trentina d'anni fa le spiagge a ridosso del paese di Porto Palo erano utilizzate abitualmente dalla Tartaruga marina (Caretta caretta) per la deposizione delle uova: uno spettacolo affascinante, un tempo comune su tutte le spiagge sud-orientali siciliane, purtroppo oggi scomparso. Una distanza di circa 250 metri separa l'Isola di Capo Passero dalla costa di Portopalo, alla quale, un tempo, era unita da un istmo sabbioso. Ciò che conferisce all'Isola un'importanza particolare è l'imponente Fortezza di Carlo V, del XIV secolo. Un altro monumento si eleva poco prima di giungere al forte: si tratta della grande statua bronzea di Maria SS Scala del Paradiso "guardiana del mare di Sicilia", alta 5 metri e posta su un piedistallo di 20 metri. Il monumento, opera del fiorentino Mario Ferretti, fu inaugurato nel 1959 dal Vescovo di Noto Angelo Calabretta alla fine del XVI Congresso Eucaristico Nazionale di Catania. Circumnavigare l'isola di Capo Passero è un'esperienza unica, un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano i paesaggi marini. Partendo da un imbarcadero naturale e navigando in senso orario balzano subito alla vista i due magazzini e le ancore abbandonate della tonnara. Appena la costa comincia ad innalzarsi verso oriente, appaiono le prime grotte marine: alcune di esse sono bellissime, particolarmente quelle che formano l'insieme denominato "Grotte del Polipo". Poco dopo, la costa, dopo altre grotte minori ed un piccolo golfo, diventa bassa e frastagliata e qua e là emergono scogli isolati. Sulla terra ferma si intravede una lingua di sabbia che si protende verso l'isola: è la dorsale del bassofondo che la unisce "spiritualmente" alla costa siciliana.
|
|
COSTA DELL'AMBRA
Costa dell'Ambra
Un litorale dorato che sorge a sud dell'abitato di Pachino, raggiungibile in auto procedendo verso sud dal paese di Pachino e seguendo la segnaletica turistica che indica "Costa dell'Ambra". Il nome di questo bellissimo e tranquillo litorale deriva dall'ambra che si formava nella costa omonima. In questo tratto di territorio pachinese le coste sono caratterizzate da rocce che hanno formato, nel corso dei secoli, grotte ed insenature di particolare interesse paesaggistico e naturalistico. L'arenile si presenta come una finissima sabbia di colore dorato e fondali bassi. Ai bordi, confinanti con la prima vegetazione, vengono ammassate dai venti numerose e simpatiche "palline" vegetali, risultato dello sfilacciamento delle foglie lunghe di Possidonia Mediterranea, alga di cui il fondale è ricco, che con il rotolamento sulla sabbia ad opera del moto ondoso si sfilacciano e si legano con la sabbia stessa sino a formare una sfera compatta. Sono morbide al tatto, pulite e senza spine. Talvolta, i bagnanti le usano per divertenti e improvvisati giochi da spiaggia come se si trattasse di palline da tennis, data la loro dimensione tipica! I naturalisti e gli attenti osservatori, poi, avranno anche l'occasione di incontrare un simpatico e discreto ospite della fauna locale: lo scarabeo. In onore della sua presenza, alcuni operatori turistici di questa costa hanno dato il nome dell'insetto alla loro attività di campeggio, di b&b o ristorazione. Si tratta, come dicevamo, di un animaletto assolutamente innocuo e per nulla molesto o invadente; anzi, può risultare simpatico nell'osservarlo ad arrancare nelle vaste dune di sabbia, quasi come se si trattasse di un deserto del microcosmo... L'ambiente si mantiene molto tranquillo anche in alta stagione, permettendo di godere in pieno agosto del sole e del mare, senza essere assillati da snervanti sovraffollamenti umani che impediscono la fruibilità della spiaggia. Non vi sono stabilimenti balneari ma solo spiaggia libera.
|
|
SCALO MANDRIE è una meta obbligata per chi visita il paese, sia per le bellezze naturali, che per l'importanza storica e archeologica. La morfologia della costa è molto particolare, e offre al visitatore la possibilità di scegliere fra spiagge o scogliere. Gli scavi archeologici hanno riportato alla luce i resti di un antico insediamento la cui attività era legata al mare. A Scalo Mandrie si trova la piazza "Terrazza dei Due Mari", sede dei più importanti spettacoli estivi.
|
L'Isola delle Correnti (dal latino "Currentium insula") è una piccola isola rocciosa, dalla forma rotondeggiante, estesa per circa 10.000 mq con l'altezza massima sul livello del mare di mt. 4. E' collegata alla terraferma tramite un caratteristico braccio artificiale, più volte distrutto dalle onde impetuose (attualmente il piccolo collegamento ha uno squarcio di 15 metri ed è profondo nei momenti d'alta marea un metro circa). Vi sorgono alcune casette abbandonate, mentre il nucleo abitativo centrale (dove decenni fa alloggiava il farista con la famiglia), di forma rettangolare con sul davanti un ampio spiazzale, è anch'esso in fase di decadimento, essendo da anni in disuso. L'Isolotto è perennemente battuto dalle onde del mare, quasi sempre in tumulto.
Sul posto cresce poca flora, ma vi abbondano piantine di porro selvatico, capperi ed altri arbusti tipici della macchia mediterranea. Da qualche anno inoltre l'isola e una striscia di terraferma sono state utilizzate dalla facoltà di scienze, sezione biologia dell'Università di Catania, per esperimenti su alcune specie di insetti che qui si riproducono. Nel Novembre 1987 poi l'isolotto stesso, insieme ad una larga fascia di terraferma per una estensione di ha 63,625 è stata inclusa nel piano regolatore dei parchi e riserve naturali, per la presenza di vegetazione costiera con biocenosi alofile e psammofile relitte, tipiche della costa meridionale della Sicilia. Albergano pure ricci, conigli selvatici, oltre a varie specie di gabbiani come gli albatros.

Da qui passano nel periodo del flusso migratorio degli uccelli acquatici dal Nord Africa alle coste siciliane, e nascondendosi dietro le alte dune sabbiose, si può osservare il loro migrare. Con i suoi 36° 38' 33" di latitudine nord e 15° 5' 19" di longitudine est, l'Isola delle Correnti è la punta più meridionale della Sicilia, dell'Italia e dell'Europa: l'Isola è il Sud, Tunisi e già settentrione. La temperatura è piuttosto elevata nel periodo estivo (si possono anche superare i 37° all'ombra), mentre tende a scendere nei periodi invernali, ma raramente sotto i 5°. Ed è in questa terra infuocata dal sole che si trova la preziosa argilla gialla e bianca con la quale non esiste bagnante, naturalista ed ambientalista, amante del naturale e delle rarità, che non abbia fatto i fanghi.
|
|
|
PORTOPALO
Portopalo di Capo Passero, in provincia di Siracusa, è il paese più a Sud della Sicilia (al di sotto del parallelo di Tunisi). La fascia costiera alterna lunghe spiagge, caratterizzate da dune sabbiose, ad alte scogliere a picco sul mare. Il centro abitato ha un'altitudine di 20 metri s.l.m. ed è tagliato in due dalla Via Vittorio Emanuele che tocca ad Est il mar Jonio e ad ovest il Mediterraneo. Il clima particolarmente caldo ed asciutto della Sicilia sud-orientale è reso più mite dall'azione dei due mari. E quando spunta il sole te ne resti qui a guardare tutto il gioco delle luci che colora questo mare e questi luoghi senza tempo, e tutta l'aria sa di sale, di quello stesso odore che dovevano sentire anche gli antichi naviganti, fini commercianti, grandi conquistatori, pirati senza patria, trafficanti senza scrupoli, ladri di tesori o nobili signori in cerca della loro gloria: se ti tuffi in questo mare fai un bagno nella storia. E quando il sole tramonta imporporando l'orizzonte, e ascolti la risacca accarezzare dolcemente la sabbia e gli scogli, allora pensi che, una volta finite le tue vacanze, quando avrai fatto ritorno nei tuoi luoghi di origine, potrai raccontare queste emozioni ai tuoi amici, ai tuoi parenti. Quale vana speranza! Ti accorgerai di non riuscire a trovare le parole per esprimere quello che hai provato perché Portopalo si può solo vivere, non si può raccontare, sarebbe come cercare di raccontare un sogno, un bellissimo sogno dal quale ci si sveglia a malincuore. Ecco, Portopalo é un sogno, anzi, di più, perché, per quanto tu ti possa sforzare, difficilmente riuscirai a rifare lo stesso bellissimo sogno, mentre Portopalo é qui: per continuare a sognare devi solo ritornare...
|
|
SPIAGGIA DI MORGHELLA
|
Il litorale di Morghella si trova lungo la costa che va da Portopalo a Marzamemi, sulla strada provinciale che collega i comuni di Portopalo e Pachino.
Caratterizzata da una sabbia di natura granulare, questa spiaggia gode di un incantevole relax. Morghella è molto indicata per la gente adulta vista la profondità dei primi metri della battigia. Nelle zone adiacenti l'insenatura sabbiosa, il posto gode di ampie scogliere nelle quali è possibile praticare delle splendide escursioni subacquee.
A pochi metri dalla spiaggia di Morghella, in direzione Portopalo di Capo Passero, sgorga dalle ampie rocce una sorgente di acqua dolce, denominata "Acqua delle Colombe". L'accesso è liberamente consentito, ma consigliamo vivamente di essere molto responsabili nella discesa del piano roccioso.

|  |
| |
 |
| |
 |
| |
| |
|
|
LE ESCURSIONI
TRA PORTOPALO E SIRACUSA:
A 6 Km. dall'albergo si trova Pachino, paese natale di Vitaliano Brancati. Oggi il centro é molto conosciuto per la produzione del pomodorino ciliegino. La coltura tradizionale del luogo però è sempre stata quella della vite che produce delle uve dalle quali si ottengono dei vini molto pregiati. Da moltissimi anni i nostri vini liquorosi vengono esportati anche in Francia per essere poi tagliati con i leggeri vini della zona.
Da visitare la Piazza Vittorio Emanuele, cuore della città, il Mercato e la Chiesa Madre.
A 8 Km. dall'albergo, costeggiando il mare, si raggiunge la frazione di Marzamemi caratteristica borgata di pescatori in cui si possono visitare la «balata», l'antica tonnara e la piazzetta dove si trovano la chiesetta del '700, il Palazzo di Villadorata e le caratteristiche casette dei pescatori. Oggi Marzamemi è un centro turistico molto affollato nel periodo estivo.
Da Pachino proseguendo per Noto si raggiunge l'Oasi Naturale di Vendicari (15 Km dall'albergo). Qui è possibile la visita guidata della riserva.
Proseguendo si giunge a Noto (25 Km dal'albergo), Capitale del Barocco, un'utopia realizzata, una città pianificata e costruita come un'opera d'arte, un emblema intriso dei simboli della civiltà settecentesca. Nel 2002 la città è stata dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità insieme a Palazzolo Acreide, Scicli, Modica e Ragusa.
A pochi chilometri si può visitare Noto Antica: la vecchia città distrutta dal terremoto del 1693.
A 6 Km da Noto si giunge ad Avola, centro che dà il nome al nero d'avola, vitigno dal quale si ottengono i più pregiati vini di Sicilia. Molto conosciuta ed esportata in tutto il mondo la mandorla pizzuta.
Nella città lo stile architettonico predominante è il Liberty. Utilizzato anche lo stile floreale, trattato da abili scalpellini che, con grande capacità creativa, hanno trasformato le facciate delle case in vere e propie decorazioni in pietra.
Nella zona montana alle spalle di Avola, Cava Grande è il luogo più spettacolare. In fondo alla cava scorre il fiume Cassibile che crea lungo il suo percorso limpidissimi laghetti, meta continua di gitanti che, per raggiungerli, si avventurano in un percorso tortuoso e scosceso.
A quarantacinque minuti di macchina dall'albergo si trova Siracusa, città tra le più belle del Mediterraneo, ricca di storia e di monumenti ha visto succedersi, in oltre tremila anni, espressioni importanti delle maggiori civiltà.
ZONA MONTANA:
L'area montana della provincia di Siracusa è un luogo di straordinario interesse sotto l'aspetto archeologico, culturale e paesaggistico: Palazzolo Acreide (Patrimonio Unesco) è ricca di monumenti barocchi circondati da antichi quartieri costruiti su scoscesi pendii che regalano squarci di splendidi panorami. Da visitare, tra gli altri, il Teatro Greco che in posizione panoramica, domina la valle dell'Anapo.
Procedendo si incontra Buscemi, raro esempio di paese-museo con presenze di bella architettura barocca. Buccheri, che mantiene tracce medievali, è abbellito da chiese ed edifici settecenteschi. È un luogo ideale per escursioni in un ambiente ancora perfettamente integro.
Da Cassaro si può raggiungere la Necropoli di Pantalica che, arroccata lungo le pareti della profonda cava della splendida valle dell'Anapo, è la più grande necropoli del bacino del Mediterraneo: oltre 5000 tombe a grotticelle artificiali, scavate in profondi costoni rocciosi la rendono simile a un favo di api. La Valle dell'Anapo è una località di rara bellezza (oggi area demaniale d'interesse naturalistico) che comprende una parte della Necropoli di Pantalica. Per le visite ci si avvale di un servizio gratuito che trasporta i visitatori accompagnandoli lungo i 13 Km. dell'area protetta. Si può fare il bagno nel fiume in uno spettacolo naturale incontaminato.
TRA PORTOPALO E RAGUSA:
A 20 Km. da Portopalo, passando per Pachino, si arriva ad Ispica. Qui si può visitare il Parco della Forza e la Cava d'Ispica, impressionante sovrapposizione di necropoli pre-greche, catacombe, ipogei bizantini e abitazioni rupestri che vanno dalla preistoria fino quasi ai giorni nostri.
Proseguendo si raggiungono prima Modica e poi Ragusa (Patrimonio Unesco), città costruite sulle scoscese pareti di cave di straordinaria bellezza e di scenografica imponenza, dagli edifici barocchi di indubbio fascino. Splendide le facciate delle chiese barocche.
Tornando si può passare da Scicli (Patrimonio Unesco) e poi, costeggiando il mare, dai paesini di pescatori di Donnalucata e Sampieri e, quindi, dalla moderna cittadina di Pozzallo.
PIAZZA ARMERINA E CALTAGIRONE:
A Piazza Armerina si può far visita alla Villa Romana del Casale, la meglio conservata al mondo e famosa per i suoi mosaici.
Caltagirone è la capitale siciliana della ceramica, con la famosa Scala di S. Maria del Monte.
CATANIA, ETNA:
Ad un'ora e mezzo di macchina si può raggiungere Catania, città tra la montagna e il mare, che incanta il visitatore soprattutto nelle più belle vie cittadine: l'Etnea, in dolce pendio verso lo sfondo del vulcano, e la via dei Crociferi, ricca di chiese sontuose.
Da Catania ci si può avviare a visitare il vasto territorio dell'Etna. Attorno al grande vulcano si estende un ambiente unico e impareggiabile, ricco di suoni, profumi e colori. Un comprensorio dal paesaggio incantevole, protetto da un parco naturale che chiunque si trovi in Sicilia non può mancare di visitare. Il territorio del Parco dell'Etna si estende dalla vetta del vulcano sino alla cintura superiore dei paesi etnei.
|
|
IL LITORALE DELLE GRANELLI
Il litorale Granelle si trova lungo la costa che va da Pachino a Pozzallo, sulla strada provinciale che collega i comuni di Pachino e Pozzallo. Il posto è caratterizzato da una spiccata vegetazione naturale, nella quale si formano degli ampi accumuli di acque naturali, chiamati in gergo "pantani", i quali rappresentano delle importanti zone di sosta per gli uccelli migratori nei mesi primaverili.
Il litorale lungo circa un km, è caratterizzato da tantissime villette familiari attaccate uniformemente l'una con l'altra, formando una sorta di ritrovo estivo dei pachinesi. La spiaggia si presenta notevolmente larga, mentre la battigia è caratterizzata da un fondale poco profondo ancha a diversi metri.
E' il luogo ideale per le famiglie, per l'intensa calma che offre il posto.
|
|
L'OASI DI VENDICARI
L'OASI DI VENDICARI LaSicilia sud-orientale ospita un esteso sistema di zone umide, tra cui la riserva di Vendicari, che ha conservato la sua valenza ecologica, rappresentando un'area tra le più significative d'Italia nel suo genereIstituita dalla fine degli anni Ottanta, la Riserva Naturale Orientata Oasi faunistica di Vendìcari, è affidata in gestione all'Azienda Foreste della Regione Siciliana. Una rete di sentieri che, diramandosi per tutta la Riserva, consentono di osservare gli ambienti più significativi, eventualmente con l'aiuto di guide naturalistiche messe a disposizione gratuitamente dall'Ente gestore. La finalità istituzionale della Riserva è di consentire la sosta e la nidificazione della fauna, e la tutela della vegetazione, dove coesistono numerosi ambienti diversi che fanno di Vendìcari un vero e proprio laboratorio naturalistico: costa rocciosa, costa sabbiosa, macchia mediterranea, pantani (salmastri e d'acqua dolce), saline, garighe e aree coltivate. LA FLORA Vendicari, in quanto "zona umida costiera", è ricca di acque, tuttavia sminuite ecologicamente dal loro alto tasso di salinità. Pertanto vi possono sopravvivere solo piante e animali capaci di adattarsi a questa caratteristica. Un'altra difficoltà è rappresentata dal substrato roccioso o sabbioso su cui si insediano le piante: poiché tutta la fascia costiera di Vendìcari presenta un'alternanza di tratti rocciosi e tratti sabbiosi, la vegetazione è parimenti suddivisa tra: - associazioni di piante che amano la roccia(Finocchio di mare, la cicoria spinosa, il limonium, il timo, la palma nana, la mandragola, il giaggiolo bulboso, l'orchidea, il lentisco, l'oleastro, il mirto); - associazioni di piante che prediligono la sabbia (graminacee rizomatose che consolidano le dune, e poi la macchia di ginepro, il rosmarino, l'ephedra, la clematide.) In prossimità dei pantani si trovano vaste praterie di salicornia, l'iris, il giunco, il limonium serotinum, il loto edule ecc. All'interno della riserva esistono anche alcune piante esotiche come l'agave, l'acacia e l'eucalipto, introdotte dall'uomo per motivi agricoli o ornamentali, che andranno estirpate oppure lasciate in loco demandando alla natura il compito di auto-epurarsi nel tempo. LA FAUNA I pantani di Vendìcari sono luogo di sosta per gli uccelli acquatici migratori, oltre 200 specie che si alternano nell'anno. In autunno sono presenti grossi trampolieri come l'airone, la garzetta, la cicogna e il fenicottero. Nelle acque basse sono presenti ininterrottamente gruppi di piccoli trampolieri. Nel periodo invernale, innalzandosi il livello dell'acqua, arrivano più o meno numerosi le anatre, le folaghe, i germani, i gabbiani. La migrazione primaverile dall'Africa verso l'Europa è maggiormente condizionata dal livello dell'acqua e dalle condizioni atmosferiche, ed è comunque breve ed affrettata perché gli uccelli sono diretti alle aree di riproduzione. Fra i pochi uccelli che nidificano a Vendìcari si osserva il Cavaliere d'Italia, e numerosi diversi tipi di gabbiani tra cui il raro gabbiano corso. Sono anche ben rappresentate specie diverse di pesci, anfibi (tra cui il rospo verde), rettili (il biacco, detto anche Milord per l'elegante livrea nera, e il colubro leopardiano, il più bel serpente europeo) e mammiferi. Sono presenti piccole popolazioni di tartaruga palustre, mentre tra i mammiferi sono numerosi il coniglio selvatico e la volpe, come pure la donnola. Sono presenti anche specie notturne come il riccio e l'istrice, i pipistrelli. Il 92% delle specie animali è rappresentato dai numerosi invertebrati quali i crostacei, gli aracnidi, i miriapodi e insetti diversi ecc. Si possono ammirare la torre sveva e l’antica tonnara. Particolarmente bella è la spiaggia di Calamosche, raggiungibile con un'agevole passeggiata dal punto di ristoro: spiaggia ampia e profonda, e mare dalle infinite tonalità dal verde-acqua allo smeraldo al blu intenso. Sebbene l'area paludosa di Vendìcari fosse in passato malsana per effetto della malaria, tuttavia è sempre stata abitata e conserva quindi tracce di insediamenti fin dalla preistoria in poi, come dimostrano le grotte di Calafarina e Corruggi, a Pachino. In epoca basso-medioevale - dopo che Noto ebbe ottenuto il diritto di esportare grano - Vendìcari divenne un porto importante con il suo caricatore. La torre, fatta edificare da Federico II di Svevia nel XIII secolo, servì da difesa del caricatore e fu fortificata e armata nel corso del 1500 da Giovanni De Vega. E' una struttura massiccia a base quadrangolare e protesse la costa dalle incursioni saracene, rimanendo attiva sino alla fine del Settecento anche per effetto dell'adiacente tonnara, dominata dall'alta ciminiera, operante sino al 1944 e, durante il 2005, in corso di restauro. I testi sono tratti dall'opuscolo realizzato dall' Azienda Regionale Foreste Demaniali - Ufficio Provinciale di Siracusa - con la collaborazione dell'Ente Fauna Siciliana e della LIPU, che curano anche il servizio guide naturalistiche della Riserva per incarico dello stesso Ispettorato Forestale.
|
|
MARZAMEMI
Marzamemi situato attorno ad un’antica Tonnara fu un borgo di pescatori. Attualmente si presenta come un piccolo villaggio turistico noto sia per le sue distese spiagge sabbiose sia per la possibilità di trovare il pesce fresco che arriva grazie ai due porti naturali della Balata e della Fossa. Il centro di Marzamemi è la piazza Regina Elena sulla quale si ergono la vecchia Chiesa ormai in disuso e la nuova chiesa “San Francesco di Paola”,insieme al Palazzo del principe di Villadorata. Marzamemi offre all’occhio del turista uno spettacolo eccezionale fornito dallo specchio d’acqua del porticciolo da dove sorge l’isolotto Brancati,la Tonnara e la Balata...
|
|
CARRATOIS
Carratois" si trova a circa sette km dal centro abitato di Portopalo. Si tratta di una spiaggia lunghissima, continuazione naturale della spiaggia che fronteggia l'Isola delle Correnti, e che si estende fino a Punto Rio. Sabbia finissima, mare pulito e poco profondo (bisogna spingersi abbastanza al largo per trovare l'acqua alta), attrezzature balneari (quali chiosco, ombrelloni, sedie sdraio) concentrate in un piccolo tratto, fanno di Carratois una delle mete preferite dai bagnanti, siano essi turisti che gente del luogo. Carratois è la zona ideale per chi vuole passare una giornata in assoluto relax, ascoltando il dolce e lento spumeggiare delle onde che si infrangono a riva, accarezzato da una piacevole brezza. Nel suo tratto finale, la lunga spiaggia di Carratois diventa Punto Rio, zona molto nota ai bagnanti (turisti e gente del posto) per la presenza di ammassi naturali di argilla. Punto Rio conserva le caratteristiche di Carratois (sabbia fine e basso fondale): una sorta di piscina naturale, ideale quindi per famiglie con bambini piccoli. Le condizioni climatiche nella zona che va dall'Isola delle Correnti a Punto Rio passando per Carratois sono tali da favorire la pratica del windsurf e a volte anche del surf d'onda: durante i fine settimana invernali c'è una vera e propria processione in queste zone di praticanti di questi sport, processione che naturalmente si intensifica nei mesi estivi. Per la sua tranquillità, carratois è il posto ideale per nudisti e per gente amante dell'esposizione integrale del corpo.
|
|
I LAGHETTI DI AVOLA
Laghetti di Avola
Cava Grande (Laghetti di Avola) - 19 km ca a nord. La visita a Cava Grande consente di scoprire i paesaggi nascosti degli lblei, il massiccio carsico che occupa la porzione sud-orientale della Sicilia, lungo un itinerario poco frequentato e di notevole interesse naturalistico. Percorrendo la strada che collega Palazzolo Acreide a Noto, seguire la deviazione per Avola e poi la strada secondaria con indicazione turistica per Cava Grande. Si giunge al Belvedere, abbandonare l'auto. Da qui si gode di una bella vista sulla Gola di Cava Grande con le imponenti pareti calcaree a picco sul fondovalle, occupato dal corso d'acqua che si apre in suggestivi piccoli laghetti, raggiungibili percorrendo il sentiero che scende nella gola. Leggermente sulla sinistra, si intravede un'apertura scavata nella roccia. E' la cosiddetta Grotta dei Briganti, solo una piccola testimonianza di quegli insediamenti rupestri che caratterizzano tutte le zone rocciose del sud-est della Sicilia. Si pensa che questa in particolare fosse una conceria. Discesa - In mezz'ora di cammino (ma il ritorno in salita richiede un tempo almeno doppio), si raggiunge il fiume (la "cava" secondo un toponimo locale). Per tracce talvolta poco evidenti si costeggia il corso d'acqua, seguendo il verso della corrente, immersi nella vegetazione rigogliosa. Dopo alcune centinaia di metri si raggiunge una zona aperta dove il fiume forma una successione di limpide piscine naturali scavate nella roccia e contornate da massi appiattiti, ideali per una sosta al sole. Nella stagione estiva le fresche acque invitano al bagno in quest'ambiente che sembra estraneo al paesaggio tipico siciliano e che costituisce un'alternativa insolita e consigliabile.
|
|
|
|